L’invidia è una brutta bestia

Oggi ho perso i buoni pasto, anzi oggi mi sono accorto di averli persi, quindici buoni pasto per il valore di 5,29 euro l’uno. E lo sconforto mi ha preso, e mi sono chiesto più di una volta come abbia fatto a smarrirli. Poi mi è venuto in mente che molto tempo fa avevo la cattiva abitudine di perdere il portafoglio, e mi sono ricordato che il numero di anni che è passato è in doppia cifra. Dalla doppia cifra sono arrivato a pensare di avere un’età notevole, che magari per chi è più vecchio non è poi così notevole, ma per il me che perde i portafogli è di sicuro difficile da assimilare. Poi mi è venuta voglia di scrivere, ogni uomo con un età notevole dovrebbe farlo, senza troppo rammarico e con lo scopo di infondendoci un po’ di saggezza, magari un buon proposito o un consiglio. Scrivendo e cercando di dare alle mie parole un senso e una forma, mi sono accorto che non sono poi così capace a scrivere, che la punteggiatura la butto un po’ a caso, che magari alla mia età certe cose dovrei saperle. E da qui è scaturita un’invidia incondizionata per chi, invece, riesce a scrivere bene. E riesce a dare l’idea di essere un personaggio, ad avere il portamento del narratore che anche senza essere onnisciente ha un’aria saggia. E così ho finito di scrivere e me ne sono andato a casa, senza buoni pasto e senza lode.

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