Cosa ne sarà di noi

 E girando per i blog sono finito su un post che mi ha fatto ricordare. Parlava di avere ventidue anni e di sentirsi già vecchi, io c’ero, e anche io a ventidue anni mi sentivo vecchio. Puoi dire che a diciassette sei quasi maggiorenne, e che hai quasi diciott’anni, a diciannove sei convinto di averne ancora diciotto, e a venti ti rendi conto che i diciotto sono scivolati via. A ventuno ti chiedi dove la tua vita si sta arenando, io non vedevo la fine del tunnel universitario, in balia degli esami lasciati indietro e del tempo che avevo investito male. Sballottato di qua e di la non capivo cosa volessi dal mio futuro. Quando avrei iniziato a vivere se l’università mi teneva ancorato? Poi sono arrivati i ventidue, stramaledetti ventidue anni, mi sono sentito vecchio, inconcludente, i diciott’anni e il tempo che avevo a disposizione mi erano scivolati tra le dita e non ero riuscito ad afferrarli, e come loro tutte le opportunità se ne stavano andando, ho perso un sacco di cose a ventidue anni. A ventitre anni però, mi sono accorto che ero riuscito a superare i ventidue, che la tempesta si era ormai calmata, restava solo un piccolo tratto di mare da percorrere prima di sbarcare, era il momento di stringere i denti, e anche se in lontananza potevo vedere le vele delle altre navi salpate con la mia, avevo la certezza che le avrei raggiunte, magari un po’ in ritardo. A ventiquattro anni sono sbarcato, ho imboccato la via. Prima mi sembrava un percorso tortuoso e angusto, ho visto molti di quelli che mi avevano preceduto incastrati tra rovi o affondati in sabbie mobili, ma ora la strada sembra farsi più larga. Non mi sento più tanto vecchio, anzi mi sento giovane, come quando avevo diciott’anni, con un mondo di tempo per migliorare, per imparare e per vedere il mondo, forse sono un po’ più esperto di quando avevo diciott’anni, e non ho più paura di quello che potrei trovare sul mio cammino. Ora guardo avanti, so che se dovessi inciampare avrei tutto il tempo, per rialzarmi e proseguire, per afferrare il mio sogno. Quando avrò venticinque anni vi saprò dire com’è stato averne ventiquattro, per ora cerco di giocarmela al meglio delle mie possibilità, se siete fermi per strada non disperate, avrete tempo di guardarvi indietro e di apprezzare il lavoro e la strada che avete percorso. 

Da dove sono adesso riesco a vedere il mare, la mia barca ancorata al porto, ed la scia di cose che ho lasciato alla deriva, alcune mi mettono ancora un po’ di tristezza. E’ il momento di voltarsi e incominciare a scalare la montagna, la cima sembra ancora piuttosto lontana. ^_^

2 thoughts on “Cosa ne sarà di noi

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *