Disagio giornaliero

 Allora è un po’ che non racconto le mie (dis)avventure, ed in questi due o tre giorni di silenzio riflessivo ho pensato ad un sacco di cose, la prima è che mi piacerebbe un sacco insegnare. Si lo so che forse non ho le carte in regola, dato che ne combino "una peggio di Bertoldo" però poter comunicare un’esperienza a qualcuno che ancora deve iniziare a farne credo che sia davvero bello. 

Ok piccola divagazione sul tema πŸ™‚

Allora dicevo, a lavoro è una pacchia, non ho mai un tubo da fare, quindi cazzeggio tantissimo, però ieri mi hanno rubato la scrivania, mi hanno detto che la mia era in affitto e che se la dovevano portare via… ok tanto stiamo cambiando stabilimento, in quello nuovo è tutto più figo, poi adesso che la gente la dentro inizia a fidarsi di me e mi da cose da fare, inizio a impacchettare roba, poi il manager (che alla fine è il mio capo) mi fa fare il facchino, e mi ordina di spostare avanti e indietro un sacco di roba, tra cui il mio pc, il suo -_-‘ e quello di un’altro eh vabbè tanto non avevo niente da fare, intanto mi dice di rimontare tutto dall’altra parte. Faccio tutto ma mi accorgo che fa un attimo freddo, chiedo informazione e mi dice che prima di lunedì non attaccano T_T Poi mi spiega che sabato devono fare gli spostamenti, nella mia sconfinata ignoranza gli faccio: "se serve fammi sapere" con la certezza che mi avrebbe detto di no, cazzata neanche finito di dirlo e lui mi fa: "sisi vieni che dobbiamo collegare i pc" O_o eh vabbè. Arriva l’ora di andare a casa, arrivo alla stazione della metro metto piede sul treno, avviso ai viaggiatori Bling Blong, i servizi sulla central line sono sospesi per dei guasti al sistema di segnalazione O_O questo si trasforma in un tragitto di due ore e mezza per arrivare a casa, vabbè prendo il bus, arrivo ad una stazione, mmh compro le sigarette, mi fregano 5 pound e 40 invece che 4 e 20, neanche aperto il pacchetto uno messo malissimo mi chiede una sigaretta, eh vabbè ormai…

Oggi invece sono stato al freddo tutto il giorno, con la gente che veniva a visitare l’ufficio nuovo e mi rideva perchè ero con la giacca e la sciarpa, sti maledetti πŸ™‚ ma è già venerdì quindi ancora sabato e poi sono a posto ^_^ scusate per il pessimo italiano, ma non ho più voglia di scrivere e di rileggere πŸ˜€ grazie per la comprensione.

Cosa ne sarΓ  di noi

 E girando per i blog sono finito su un post che mi ha fatto ricordare. Parlava di avere ventidue anni e di sentirsi già vecchi, io c’ero, e anche io a ventidue anni mi sentivo vecchio. Puoi dire che a diciassette sei quasi maggiorenne, e che hai quasi diciott’anni, a diciannove sei convinto di averne ancora diciotto, e a venti ti rendi conto che i diciotto sono scivolati via. A ventuno ti chiedi dove la tua vita si sta arenando, io non vedevo la fine del tunnel universitario, in balia degli esami lasciati indietro e del tempo che avevo investito male. Sballottato di qua e di la non capivo cosa volessi dal mio futuro. Quando avrei iniziato a vivere se l’università mi teneva ancorato? Poi sono arrivati i ventidue, stramaledetti ventidue anni, mi sono sentito vecchio, inconcludente, i diciott’anni e il tempo che avevo a disposizione mi erano scivolati tra le dita e non ero riuscito ad afferrarli, e come loro tutte le opportunità se ne stavano andando, ho perso un sacco di cose a ventidue anni. A ventitre anni però, mi sono accorto che ero riuscito a superare i ventidue, che la tempesta si era ormai calmata, restava solo un piccolo tratto di mare da percorrere prima di sbarcare, era il momento di stringere i denti, e anche se in lontananza potevo vedere le vele delle altre navi salpate con la mia, avevo la certezza che le avrei raggiunte, magari un po’ in ritardo. A ventiquattro anni sono sbarcato, ho imboccato la via. Prima mi sembrava un percorso tortuoso e angusto, ho visto molti di quelli che mi avevano preceduto incastrati tra rovi o affondati in sabbie mobili, ma ora la strada sembra farsi più larga. Non mi sento più tanto vecchio, anzi mi sento giovane, come quando avevo diciott’anni, con un mondo di tempo per migliorare, per imparare e per vedere il mondo, forse sono un po’ più esperto di quando avevo diciott’anni, e non ho più paura di quello che potrei trovare sul mio cammino. Ora guardo avanti, so che se dovessi inciampare avrei tutto il tempo, per rialzarmi e proseguire, per afferrare il mio sogno. Quando avrò venticinque anni vi saprò dire com’è stato averne ventiquattro, per ora cerco di giocarmela al meglio delle mie possibilità, se siete fermi per strada non disperate, avrete tempo di guardarvi indietro e di apprezzare il lavoro e la strada che avete percorso. 

Da dove sono adesso riesco a vedere il mare, la mia barca ancorata al porto, ed la scia di cose che ho lasciato alla deriva, alcune mi mettono ancora un po’ di tristezza. E’ il momento di voltarsi e incominciare a scalare la montagna, la cima sembra ancora piuttosto lontana. ^_^

Una mattina cosi’ cosi’

 Oggi e’ stata una buona mattina, anzi quasi una buona mattina, mi sono svegliato e come al solito non c’era acqua calda… eh vabbe’ mi sono sciacquato con l’acqua fredda. Poi ho iniziato a sentire un leggero dolore alla pancia. Sono uscito piuttosto di fretta, ero gia’ in ritardo di qualche minuto, la pancia iniziava decisamente a protestare. Durante il tragitto stavo guardando fuori dal finestrino, la citta’ era tutta rosa alba, anche il fumo che usciva non so da dove, aveva preso il colore del mattino. Tra me e me bestemmiavo per aver lasciato a casa la fotocamera. Arrivato alla stazione la pancia mi faceva piuttosto male, e iniziavo a trascinarmi in giro. Tutto a posto North Greenwich fatto, adesso ancora un altro cambio e sono a posto. La fregatura e’ che quando prendi freddo e poi ti ritrovi in un posto caldo, ti viene una voglia matta di andare in bagno . . .

Ma io continuo inperterrito la mia marcia, con il terrore che un racconto piuttosto pittoresco si trasformi in realta’. 

Sono li fermo a Bond Street, e guardo i binari, ad un tratto mi accorgo che il silenzio e’ calato all’interno della stazione, si sentono solo le pagine dei giornali e il rumore dei tacchi che picchiano il pavimento. Avete presente quando state parlando di qualcosa di imbarazzante e cala il silenzio? Ecco proprio quella sensazione. E cosi’ mi distraggo un po’ dalle mie magagne per ritrovarmi in una scena da film, di quelle dove la gente corre veloce ed il protagonista resta li impalato a guardarla. E’ stata una mattina piuttosto poetica, tolto il mal di pancia, anche se alla fine ho resistito fino alla Uttam πŸ™‚

p.s. Ieri sera mentre mi tagliavo la barba si e’ scaricato il rasoio e me ne sono andato in giro come l’ultimo dei mohicani con mezza barba fatta e mezza da fare… maledette batterie

Pazzi scatenati

Oggi ho scoperto che ieri in casa c’è stata una rissa e uno è finito con il naso ammaccato O_o per fortuna ero al cinema, però la situazione sta un attimo degenerando, spero di sopravvivere …