Ecco lo sapevo …

Nooo disastro è un pezzo che cerco qualcuno che mi faccia da mangiare, e adesso che l’ho trovato non sono riuscito a mangiare tutto… Non sono riuscito a finire un unico piatto. Speriamo che mi rifacciano da mangiare presto 🙂

Vestiti rosa

Eh non imparerò mai, oggi non avevo assolutamente voglia di lavare i vestiti, così ho chiesto alla mia unica coinquilina se poteva lavarmi tre o quattro cose. Risultato adesso ho dei nuovi vestiti rosa… Maledetto me… 

Vicissitudini e Interviste

Ancora una volta sono piuttosto fiero di me stesso, l’unica possibilità di lavoro seria e decente e rischio di sputtanare tutto perché tendenzialmente sono un attimo stordito. Inizio con la prima intervista. Eh molto bene, il tipo sembra sveglio, non è inglese quindi capisco perfettamente cosa sta dicendo, chiacchieriamo per dieci allegri minuti e mi dice che mi farà sapere. 

Il giorno dopo puntuale come un orologio mi arriva la mail, io mi sento un "grand’uomo". Ah mi pagano pure per farmi addestrare ("training"), così mi segno il giorno, l’ora, preparo orologi, calendari e ogni sorta di congegno per ricordarmi dell’appuntamento. Spedisco anche una mail per chiedere se c’è un "dress-code", modo carino per dire se devo andare la vestito di festa oppure se posso mettermi i miei vestiti normali. Nessuna risposta, vuol dire che posso fare un po’ come mi gira. 

Metto la maglia portafortuna, un paio di jeans usati (quelli non stirati purtroppo non erano presentabili), e parto. A qualche cazzone puzzano i piedi, ma non ci faccio caso la sera, e appendo la giacca come al solito, alla mattina mi accorgo che la giacca puzza di cane morto, e giù bestemmie devo farmi il viaggio con la giacca in mano perché semplicemente non si può proprio sentire l’odore mefitico che emana. La mattina pioviggina ed è piuttosto freddo, ci mancava fare una brutta figura il primo giorno. Decido di fare la carta viaggio per un giorno, di solito costa 5.60, ma lunedì prima delle 9:00 costa 7.20, vaffanculo tube schifosa. Dopo un’ora e venti arrivo finalmente da Uttam, per fortuna c’è un sacco di gente ma riesco a trovare posto facilmente. 

Sono lì mezz’ora prima dell’appuntamento, trovo subito all’ingresso Ethan, il ragazzo dell’intervista, lui è uno in gamba, mi saluta e mi fa accomodare nella stanza della volta prima. Mi chiede se ho portato il portatile, e io tutto convinto gli facci : "Mmh no nella mail non avevi detto di portarlo, è un giorno di training giusto?" e lui gentilmente mi risponde: "Eh no, è un giorno di trail per vedere se siete capaci a fare qualcosa" io inizio a bestemmiare con me stesso per non essere stato attento al testo della mail, e gli dico: "Mi spiace devo aver letto male la mail" lui: " Mi sembrava strano non mi avessi chiesto se portare il portatile o no" io : "Mi spiace".

Poi mi porta da un’altra parte e mi dà un pc, E:"puoi usare questo, ma credo l’alimentatore sia bruciato, quindi lo devi cambiare" io tutto contento, ma ancora un’attimo teso per la figuraccia inizio a smontare tutto. Quando sto per collegare i cavi, mi accorgo che le prese sono sbagliate, che cazzo di alimentatore mi ha dato? Io: "non ci sono prese SATA, e adesso?" E:"Taglia i fili, sei capace no?" . Che dire, di sicuro non mi metto a tagliare prese di alimentatore (35-40 euro l’uno) a casa, ma gli rispondo di si comunque e inizio a tagliare. Panico, pensavo di aver già ucciso qualcosa, intanto arrivano altri due li per il "Trail". Sembrano uno più stordito dell’altro, poco male, uno è italiano e gli servono 20 minuti per far partire un router, che di solito una volta attaccato funziona.

Riesco a dare una sbirciatina agli schemi elettrici, ok mi pare di aver fatto tutto giusto, con del nastro-adesivo trasparente isolo tutti i fili che ho tagliuzzato (tra cui certi che ho tagliato per sbaglio, ma ormai…) e collego tutto. La baracca parte, riesco ad installare il sistema operativo da immagine disco. Intato un’altra concorrente si aggiunge. Devo dire che questa è mooolto stordita.

Ethan inizia a darci dei compiti che anche mia sorella saprebbe svolgere senza il minimo problema, gli altri iniziano ad andare in affanno, io li guardo, Ethan non mi da niente da fare. Dopo una mezz’ora ci mette a lavorare su una pagina del sito in PHP, per fortuna mi sento a mio agio con quel linguaggio e in un paio d’ore finisco quello che mi ha dato da fare. La ragazza non deve mai aver visto PHP, non sa cos’è SQL, e Ethan pazientemente le spiega cosa fare. Gli altri due si perdono dietro non so cosa. Ad un certo punto credo di aver capito male, e chiedo conferme. Ethan prova tutte le funzioni spaziali che ho implementato e poi mi fa: "continua a lavorare sull’aspetto". 

Perdo tutto il pomeriggio in cretinate, e vedo gli altri affannati dietro a qualcosa che un vero programmatore PHP può fare in mezz’ora. Alle 5 dopo l’ultima sigaretta, rientro e Ehan mi richiama in un’altra stanza dove mi dice che dal 1° Febbraio posso iniziare un mese di prova. La paga e buona e se tutto va bene per un anno sono a posto.

p.s. Come da manuale gli ho detto che sono senza soldi. E lui mi ha dato l’assegno per oggi LoL 

 

Smarrito in mezzo al bosco

 Oggi mi sono svegliato come al solito sul tardi, ero un po’ incazzoso, il coinquilino con cui sto lavorando è un attimo pesante e mi obbliga a scrivere codice tutto il santo giorno. Per farlo desistere ho iniziato ad inventare una serie di balle atomiche, che sono credibili solo perché non c’è modo di verificarne l’attendibilità.

Oggi però ero un attimo incartato, come in una partita di scala dove ti sembra di vedere la soluzione finale ma aspetti che il tuo avversario si stufi e ti sistemi giù le carte (ogni tanto mi capita).

Il nostro padrone di casa, ha deciso di chiamare degli elettricisti che cordialmente ci hanno staccato la corrente, la scusa sembra piuttosto valida, no corrente, no internet, uguale non possiamo fare niente. Io mi sento già sicuro e spero di poter buttare un po’ di tempo cazzeggiando, quando Costantin mi fa: "Perché non andiamo a Woolwitch (mezz’ora a piedi con il portatile in spalla…)ed entriamo in uno Starbuks? Possiamo avere la connessione, la corente ed un caffè". Preso in contropiede non mi resta che giocarmi la carta Jolly,  "Eh no stamattina vado a fare una camminata" e così prendo la giacca me ne sono scappo via.

Le idee cretine non vengono mai da sole, infatti fuori pioviggina, fa piuttosto freddo, e io non ho idea di dove andare, così applico il mio piano ad ampia visione strategica:"Gira a caso prima o poi qualcosa troverai". Inizio così a camminare per stradine sempre più strette in mezzo alle case, per poi trovare una specie di parco gigante. Ci sono parecchi scalini, che sembrano portare sulla cima di una collina. Inizio a salire. Ad un certo punto sono li in cima a guardare la città da lontano. Mi fermo li a pensare alla foresta di Sherwood (anche se non so bene dove sia) e a Robin Hood , poi continuo per la mia strada.

E’ passata ormai un’ora da quando sono partito, e dato che confido ciecamente nel mio senso dell’orientamento sono convinto di sapere esattamente dove mi trovo. Ecco, peccato di superbia, e mi ritrovo chiuso da cancelli e recinzioni. Decido di seguire il mio istinto e dato che so esattamente dove mi trovo devo averla vinta e inizio a saltare steccati e recinzioni finché non riesco ad uscire dalla boscaglia.

Ah! Ho ragione, però mi accorgo di essermi sporcato come poche volta nella mia vita.

FINE

E’ stato piuttosto divertente, mi mancava un po’ andare in giro a fare il pirla, anche se spero che nessuno abbia chiamato la polizia dopo avermi visto scavalcare steccati qua e là 😀 Scoiattoli e querce ringraziano

Omg ma a me doveva capitare?

 Come è ben risaputo io non me la cavo molto bene nelle faccende sentimental-umane, di solito non so cosa fare, e nel dubbio me la do a gambe. Ieri è capitato che fossi come al solito sul mio divano, appollaiato di fronte al pc. La ragazza nuova mi stava parlando mentre facevo altre cose, vuoi che parla un inglese con un accento strano, nigeriano credo, vuoi che io non ero molto interessato a quello che stava dicendo, fatto sta che mi stava raccontando qualcosa di importante e personale. Io non avevo capito bene dove volesse andare a parare, per i motivi di cui sopra, ma ad un certo punto lei ha preso si è nascosta sotto le coperte ed ha iniziato a singhiozzare.  

Ora capite bene che se uno si lamenta e basta, puoi tranquillamente annuire e tutti sono felici e contenti, ma se qualcuno sta piangendo nella tua stessa stanza non è che puoi stare li e fare finta di niente. Io sono stato preso da un attacco di panico e di senso di colpa per non essere stato li ad ascoltare, non sapevo cosa fare. Alla fine sono riuscito a convincerla ad uscire per prendere qualcosa da mangiare, mi sono fatto rispiegare con dei sotterfugi non da poco perché fosse così triste, e lo ho offerto la cena, così mi sono messo la coscienza a posto. Era da un sacco di tempo che non dovevo affrontare una crisi così seria da impedirmi di stare davanti al pc, però me la sono cavata anche questa volta. Devo cercare un sistema per sopprimere il senso di colpa 😛

 

La stessa idea

Ieri sera ero come al solito al cazzeggio selvaggio, era quasi l’una, e un leggero languorino mi attanagliava. Ripensando alla pesante giornata mi è venuto in mente che uno dei ragazzi russi stava cucinando patate. Ho cercato di resistere alla fame, ma dato che avevo finito i biscotti, mi sono deciso di partire alla volta della cucina. I cinque metri più difficili da percorrere della mia vita. Aperta la porta e constata la mia mancanza di volontà ho notato che Viktor aveva avuto la mia stessa idea, ci siamo così fatti fuori una pentola di patate. Presi dal senso di colpa, abbiamo deciso di lasciare un biglietto con sopra scritto:

"We are very sorry, but your pan fell on the floor and we had to throw away all your food" 

Mi sento un po’ in colpa ancora oggi, ma le patate erano davvero buone ^_^ 

Mauro contro la scatoletta del tonno

 Oggi è una giornata piuttosto uggiosa, non sono riuscito a ingoiare il rospo, quel maledetto lavoro al cinema mi ha fatto proprio imbestialire, non che non sia contento per il mio coinquilino, però che cavolo, mi sembra una presa in giro. Lamento a parte oggi mi sono dato da fare in cucina, avevo deciso per sperimentare qualcosa, poi mi sono accorto che mi mancavano metà ingredienti, ho ripiegato così sul riso con sugo e tonno.

Delle seimila qualità di riso che ho comperato ho trovato la mia preferita, quindi la sua cottura non è stata un gran problema, il problema grosso di oggi è stato il tonno. Come tutti sapete in italia abbiamo la buona linguetta ti apro in una frazione di secondo, qui ci sono solo le scatolette "aprimi con l’apriscatole". Purtroppo l’apriscatole è uno strumento di rara complessità il cui utilizzo mi è ignoto. Data la mia solitudine casalinga, mi sentivo un po’ come una scimmia, avete presente la classica immagine della scimmia con in mano un sasso e una conchiglia no? Mentre osservavo scrupolosamente i due oggetti misteriosi che avevo in mano, mi passavano per la testa un sacco di idee sull’utilizzo che potevo farne. La fame mi attanagliava, non mi restava che provare l’apriscatole. I primi cinque o sei tentativi erano falliti miseramente, l’apriscatole non aveva istruzioni e io non capivo da che parte doveva tagliare. Intanto la scatoletta si stava misteriosamente deformando. Dopo un po’ una lama squarciava il coperchio del barattolo, avevo imparato come andava utilizzato quello strumento di potere. 

Bravo direte voi, no, bravo un tubo, avevo massacrato così tanto la scatoletta che era diventato ormai impossibile aprirla, e anche dopo svariati tentativi, con coltelli pinze e martello ho dovuto buttare via tutto. Vabbè alla fine il riso in bianco non è che sia poi così male 🙂

Esperienze culinarie

 Oggi stavo morendo di fame, e dato che ieri sono stato a fare la spesa, ho deciso di cucinare qualcosa. Faccio mente locale, ho le melanzane, sugo, aglio, ricetta, e una fame nera. Ok c’è anche la pentola perfetta. Primo problema quasi insormontabile, quante melanzane alla volta? Le rigiro un po’ e poi decido che è il caso di provare con una, in caso di fallimento avrei altri due tentativi. Come cavolo si tagliano le melanzane? Mh le devo fare a cubetti, ma sembra un’impresa senza speranza, prendo il coltello e inizio a praticare casualmente incisioni, i primi tre  tagli sembrano stati fatti da Jack lo squartatore, ma dopo un po’ di pratica tutto sembra andare per il meglio, adesso ho una pentola, cubetti di melanzana, di misure casuali ma che sembra possano andare bene, e l’olio. Seguendo la ricetta della mamma inizio a cuocere le melanzane. Sulla ricetta c’è scritto :"cuoci le melanzane finché non prendono colore, attento a non bruciarle", uff non mi poteva dare un tempo in minuti? E adesso come faccio? Cosa vuol dire prendere colore? Bhu ormai ho iniziato a cucinare, e ho fame, non mi resta che fare le cose a caso, prendendo un colore a caso. E così faccio, dopo un po’ rimuovo accuratamente le melanzane dalla pentola, ed inizio a cuocere il sugo con l’aglio. Ancora una volta la ricetta mi viene in aiuto : " lo fai cuocere un po’ e aggiungi le melanzane" no ok ma che ricetta mi ha dato la mamma!? Bene aspetto un’attimo, circa 2 minuti, e butto le melanzane nel sugo. Faccio cuocere ancora, aggiungo sale, sembra andare tutto bene, anche se dai miei ricordi i pezzi di melanzana non dovevano appiccicarsi l’uno all’altro, mmh guardando meglio mi accorgo che effettivamente ho fatto qualche minchiata, però mi convinco che, cuocendo tutto con il sugo per un tempo maggiore, posso recuperare. Mi squilla il telefono, cambio stanza perché in cucina c’è un attimo troppo rumore, parlo con l’agenzia di catering, sembra che mi faranno faranno fare un colloquio a giorni. Ottimo! Mi dimentico completamente delle melanzane. Intanto la cucina si era svuotata. Dopo un po’ mi accorgo che in salotto c’è un’odore di bruciato, e come un cretino inizio a guardare un coinquilino e ridacchiare, di solito è lui che brucia le cosa 😛 Poi mi ricordo, scatta il panico, mi ricordo di avere fame e di aver sprecato gli ultimi 20 minuti cercando di cucinare quelle melanzane maledette. Quando arrivo in cucina ormai è troppo tardi, non mi resta che buttare via tutto e pulire il casino che ho combinato. Apro le finestre un po’ abbattuto e lascio uscire il fumo. La neve fuori dalla finestra mette di buon umore e fa tirare bestemmie, io mi accontento di mangiare due uova strapazzate, mi restano ancora due melanzane. E la lotta continua…

Vi appiccico la ricetta delle melanzane, se trovate i tempi giusti sono parecchio buone da mangiare, almeno a me piacciono un sacco 😀 hf

Melanzana -> aubergine, eggplant 😛

 

 

Melanzane al funghetto:

 

 

p.s. Sono convinto che non siano venute bene perché alla fine non avevo il basilico da aggiungere, magari la prossima volta me ne procuro un po’