25 un pò in ritardo

Ed è passato anche il 25, festa della liberazione, tutti chiaramente hanno festeggiato anche se la sfortuna ha voluto che quest’anno si festeggiasse di sabato. Anch’io ho festeggiato, però quest’anno dopo un paio di telegiornali che promuovevano il giorno della liberazione mi sono trovato con addosso una sensazione strana.

Fin da piccolo pensavo che i partigiani fossero un’esempio di vita, l’idea che loro andassero su per le montagne a combattere per un’ideale mi dava la sensazione che fossero una specie di eroi senza macchia e senza paura che si battevano contro delle entità super-malvagie rappresentate dall’esercito regolare.

Quest’anno per la prima volta ho iniziato a pensare che forse quel che facevano non era proprio per il bene di tutti ma aveva uno scopo un pò più egoista. Si è vero che loro hanno combattuto per la liberazione, ma è vero allo stesso tempo che la storia è scritta dai vincitori. Ho pensato che mentre l’esercito regolare non aveva scelta per via della leva obbligatoria, i partigiani ne avevano, non erano obbligati a rintanarsi sulle montagne e provare a respingere un nemico che di fatto era già impiantato nel territorio. Forse al tempo poteva sembrare una scelta azzeccata, ma quest’anno ho avuto il sentore che i partigiani più che un esercito di liberazione si fosse trasformato in una banda che per caso si trovava a danneggiare lo stesso nemico degli alleati.

Non vorrei sembrare troppo polemico, qualcosa avranno pur fatto per essere ricordati? La risposta è si hanno fatto, ma forse non si sono resi conto che ogni loro azione, in bene ed in male, si ripercuoteva sulle persone che volevano liberare. Ad esempio, se non avevano da mangiare, si dovevano appoggiare alla gente del posto, e non è che quel periodo ci fosse una sovrabbondanza di cibo, oppure compivano un’azione di sabotaggio e si rintanavano sulle montagne, il risultato era che la povera gente che viveva in quei luoghi subiva per rappresaglia la punizione al posto dei partigiani.

Forse respingere un nemico che si trova all’interno del proprio territorio, all’interno delle proprie case, non è facile come respingerne uno al di fuori delle proprie mura, magari bisogna pensarci un pò meglio prima. Fatto stà che l’idea che avevo di loro si è un pò rovinata, e questo mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Non tutto è oro quel che luccica …

 

E ancora sogni furono

Era da parecchio che non facevo un sogno così vero, tanti particolari tanto che mi sono arrabbiato, ho riso e ho pensato tra me e me durante.

Bene dovevo andare in viaggio, ero in partenza con degli amici, Daniel e Fabio. Appena caricati i bagagli sull’aereo Dotto mi fa :"Noo ho dimenticato il carica-batterie a casa!" io lo guardo, impreco un paio di volte, gli rispondo :"anche io cazzo" guardo il cellulare che si spegne privo di energie. Guardo Dotto di nuovo e gli faccio:" Si bon abbiamo Nokia ci saranno millemila di loro che hanno il caricabatterie" daniel mi fa :"Eh ma io ho il modello nuovo col l’attacco così" me lo mostra, io vedo che era un’attacco spaziale tipo largo e strano, bestemmio ancora un pò. Ci imbarchiamo, il volo va tranquillo, prendiamo i bagagli e saliamo su una corriera.

Li mi ritrovo a fumare una sigaretta dietro l’altra nascondendomi perchè non sapevo se era lecito fumare sul bus, guardo meglio e noto che altri due sulle file davanti fumavano a loro volta, mi fermo a guardare la condensa ferma all’intarno del vetro.

Scendiamo di fretta dal bus per prendere un tram, una sorta di strano treno elettrico a metà fra le metropolitane dei films e il bruco-mela. La ci sediamo, perdo di vista daniel e dotto e mi metto a chiacchierare con della gente dell’uni. Salta fuori il discorso canne, dove c’è chi le difende e chi le accusa, io ascolto tranquillo, il punto d’accordo era di fumarsene qualcuna. Il responsabile del viaggio era un terzo tipo che ho conosciuto sempre in uni Paolo-4ng3l, uno degli altri gli fa:" oi allora con ste canne? ce ne possiamo fumare qualcuna??" lui lo guarda straniato e gli fa:" No cazzate mi raccomando" poi diventa rosso inizia a ridacchiare e fa:"bon ma se ne fumate una cosa succede" scende un’atmosfera di complicità dove si ridacchia e si arriva alla conclusione che alla prima occasione ci saremmo fatti una canna in compagnia. Il tempo peggiora inizia a piovere, ormai e già notte, il posto è bello pulito e spazioso, accanto alla corsia dove corre il bruco-mela c’è una pedana scorrevole, dobbiamo scendere di nuovo, faccio per prendere la valigia l’appoggio sul coso scorrevole e mi rimetto a parlare con loro. Quando mi volto la valigia è sparita.

Scopro con rammarico di essere in germania, quindi nessuno capirà mai quello che gli stò dicendo, fermo qualcuno e in inglese provo a spiegargli che mi sono spariti i bagagli, lui farfuglia qualcosa, e mi dice che per recuperarli devo andare alla stazione, che però non so ne dov’è ne cosa prendere per arrivarci, mi dice che in alternativa posso aspettare fino alla mattina che la pista scorrevole faccia il giro e torni al punto di partenza. Mi consulto con gli altri che mi seguono un pò indecisi sul da farsi. Intanto continua a piovere. Entriamo una galleria per non prendere acqua ma la porta è bloccata, fa parte di un albergo e non ci lasciano entrare.

Decidiamo di girare un pò la città, la pioggia diminuisce d’intensità e nonostante l’ora c’è vita verso il centro della cittadina. Con dotto, daniel ed elisa passiamo da una bancarella all’altra guardando e acquistando cose, ad un certo punto il cielo si schiarisce, le nuvole prendono delle forme strane, molto definite, la gente come noi alza la testa e si mette a guardarle. Io penso: "stronzata sembra di guardare la guerra dei mondi, figurati se seltano fuori navi spaziali" neanche finito di pensarci compaiono delle navi spaziali, ma tante ed enormi, che coprno una discreta porzione di cielo. Io penso di nuovo :"ahah cazzata gli alini esistono veramente, chissà cosa cavolo sono venuti a fare qui?? bon non è detto che ci vogliano fare fuori" in quello le navi si fondono in una nave gigantesca che spara un raggio. Abbraccio i miei amici li bacio e dico delle cose che mi ricordo ma che non scriverò qui, pensavo di tirare le cuoia veramente quindi … la nave spara, in primis pesnavo sarebbe tutto scoppiato, poi no così proviamo a nasconderci dietro ad un palazzo, la nave muta e da un cannone unico gigantesco, si separano e ne compaiono tantissimi piccoli, spero tra me e me che non ce la facciano a forare il cemento. Purtroppo ce la fanno dotto si disintegra subito, daniel mi guarda con una faccia terrorizzata e lo vedo disintegrarsi voglio stringerlo o provare a salvarlo ma stringo cenere, mi accorgo di essere stato colpito a mia volta, non sento dolore ma vedo il mio corpo dissolversi è finita.

Guardandomi intorno

Ho scoperto che guardandomi in torno non posso ignorare. Guardandomi in torno noto dolore, lo sento come se lo stessi provando e riuscissi ad entrarci in sintonia.

Di solito quando qualcuno lo prova, si cerca in quache modo di consolarlo, io non me la sento, il dolore mi schiaccia, mi sembra di annaspare, mi manca il respiro. Ho iniziato ad evitare gli ospedali, a evitare le situazioni spiacevoli tenendo il mondo a debita distanza di modo da non restare coinvolto in nessuna situazione dolorosa. La soluzione più facile è la fuga, ne sono un artista sia nel bene che nel male, a volte sono un pagliaccio, a volte sono Huoudinì, la maggior parte delle volte sono solamente il bambino che assiste dalle tribune.

E’ il mio modo di reagire, scappare il più lontano possibile nel minor tempo possibile. Ti rendi conto ad un certo punto che hai corso così veloce, e che sei arrivato così lontano da essere rimasto solo. E questa volta quando ti guardi intorno noti solamente il tuo dolore per essere rimasto solo. Questo dolore è più veloce di te, non puoi scappargli in nessun modo.

Quindi scappare fin dall’inizio era una scelta sensata?

Nuovo Template

Ecco volevo cambiare un pò, spero ne sia venuto fuori qualcosa di guardabile, lo trovo ancora un pò strano però quello di prima era diventato un pò troppo buio per i miei gusti 😀

 

enjoy

Ragionamento perso

L’assenza cominciava un pò a pesarmi, ma mi ero un pò appoggiato e non avevo voglia di buttare giù quei quattro pensieri che mi frullavano per la testa. La riflessione principale ha riguardato ciò che puoi prevedere ma non evitare. Per esempio, se stai camminando a lato di una strada ed ha piovuto da poco, e c’è una grossa pozzanghera ai piedi del marciapiede, e una macchina stà per passare giusto accanto a te, puoi prevedere che la tua vita nei prossimi minuti verrà investita da due cose, la prima è una massa spropositata di acqua misto fango, la seconda la scomunica da parte del vaticano per infrangimento plurimo del secondo dei dieci comandamenti. Il discorso può essere esteso anche con i temporali (scusate gli argomenti umidi che stò toccando), guardando le nuvole si riesce ad intuire dove andranno e dove pioverà, però nessun metereologo è ancora riuscito a prevenire un temporale.

Cambiando un pò ambito, in campo sentimentale è circa la stessa cosa, se ti piace qualcuno puoi pensare che ti potresti innamorare di lui/lei però non puoi evitarlo. Se capita, capita.

Ora che ho buttato le basi per una solida teoria è giusto ricordare che non tutti i mali vengono per nuocere, non tutti, ma questo non è il caso. Se magari si è gelosi può essere dovuto a questo fatto, mi spiego, se ti piace una ragazza e decidi di starci assieme c’è un momento in cui le cose vanno fin troppo bene, ci si vuole bene, si riesce a pensare solo all’altra ecc ecc. arriva però un punto di stallo (io faccio dei casini quindi questa parte la salto e arrivo più tranquillamente alla fase finale :P) , il punto in cui ci si abitua ad avere qualcuno accanto, quanto l’attrazione fisica diminuisce un pò, quando certe cose si fanno come un dovere o una routine (che spero si scriva così). A questo punto, da una parte, dall’altra o da entrambe si inizia a provare una situazione di insicurezza cronica. Non è facile da spiegare, però se ci pensate un’attimo è facile che ci siate passati. In questa fase qualsiasi parola è un’arma a doppio taglio, un complimento viene interpretato come un’eccezione tipo: "oggi stai bene così", diventa di colpo: "ecco di solito stai male era ora che ti dessi una ripulita". Il ragionamento è un pò contorto, ma ci stò arrivando. Ricollegandomi al discorso di prima, in una situazione di stallo qualche nome potrebbe cominciare a manifestarsi troppo spesso, magari il nome di qualcuno del sesso opposto rispetto al partner. Qui entra in gioco la previsione vincente, ecco adesso si metteranno insieme, questo porta a un più o meno motivato attacco di gelosia, se la previsione è corretta ormai è troppo tardi.

La cura non credo ci sia, se qualcuno la trova magari mi lasci un commento, proverò ad usarla e vi lascierò un feedback.

Mi sono perso di nuovo. Poco male. Volevo arrivare da qualche parte sulla fiducia, però è un discorso un pò farlocco, perchè alla fine non ci credo tanto neanche io, come si dice "a esser troppo buoni si passa per ….." lascio a voi decidere che parola piazzare li.

Oh sono arrivato in fondo, ancora un pensiero  degenrato, eh poco male buona lettura :p

 

Silenzio per il terremoto

Mi fermo un’attimo a pensare a chi ha perso tutto nel terremoto della settimana scorsa, finito il polverone l’unica cosa che resta da fare è cercare di dimenticare, e ricostruire. Ne parlo solo adesso perchè il chiasso mediatico è stato abbastanza asfissiante. Speriamo non ci si dimentichi presto di quello che è successo.

Qualcosa di vero

Oggi mi sono dedicato al rapporto padre-figlio, meglio sarebbe dire piuttosto figlio-padre, perchè se da un lato il genitore si interessa in modo più o meno diretto al figlio, il figlio spesso se ne strafrega alla grande. Oggi sono stato col babbo a fare una camminata in montagna e abbiamo chiacchierato un pò. Spesso lo vedo un pò triste raccontarmi di quanto gli sarebbe piaciuto FARE. Si fare in senso generico, viaggiare, partecipare, buttarsi nelle cose.

Senza guardarmi si pentiva di non essere stato paracadutista per riguardo nei confronti di mia nonna, di non aver continuato a correre quando ne aveva la possibilità per riguardo nei confronti della famiglia, di non aver continuato la carriera militare, di non aver… in qualche modo seguito quello che gli diceva la testa, mi parlava dicendomi che non sempre quello che senti di fare è la cosa giusta per quel momento, ma non ascoltare mai quella voce è deletero, magari va a finire che lo rimpiangi.

Mio padre non parla mai tanto, è un casinista nato come me, impossibile concentrarsi due secondi su qualcosa, fare mille cose, e neanche una bene è all’ordine del giorno, se inizia a fare qualcosa taglia completamente, in modo piuttosto infantile, tutte le cose che non gli piacciono, da persone ad azioni. Tendenzialmente è un rompiballe, e mi riesce a far saltare i nervi in cinque secondi, cosa che fra l’altro non riesce a molti. Non ha molti capelli, ma una volta li aveva lunghi, e ha dei baffetti alla zorro via, una volta aveva i mustacchi (che spero siano quelli giusti), però quando ci andiamo a fare due passi mi sembra di sentirlo più vicino e di conoscerlo un pò meglio. Devo dire che spesso ho l’impressione di non sapere niente di quello che ha combinato nella vita. Cazzo ha avuto vent’anni anche lui! E quando mi racconta certe storie mi rendo conto che forse non ho una visione chiara di lui come credevo.

Comunque epilogo della giornata:

Stamattina mi ha svegliato facendo rumori molesti sotto la finestra di camera mia, perdonato dato il mio ottimo umore e la bella giornata, poi una serie di cose inutili da raccontare, …, poi abbiamo deciso di fare una camminata in montagna. Si, no, alla fine siamo partiti alle tre. Camminata tranquilla riga di bestemmie per la fatica e i muscoli che tiravano. Sulla montagna bel tempo, soleggiato con un pò di arietta, contemplazione del paesaggio salita fino ai piedi del sentiero per la casera, un’ora e mezza di camminata con me show e cabaret. Sul ritorno la fatica si faceva sentire, si trascinavano i piedi le perle di saggezza si sprecavano così come le teorie sul funzionamento dell’universo, così come i racconti sulle ragazze e su un sacco di cose. A un quarto d’ora dall’arrivo il rincoglionimento cosmico congenito della mia famiglia viene sempre a galla. Mio papà mi guarda e fa :"Dai che prendiamo la scorciatoia" io : "Si mi ispira un casino andiamo!!". Segue un quarto d’ora di camminata con divagamento totale, poi lo guardo e faccio:" Ma sei sicuro che sia la strada giusta?" lui mi guarda e fa ansimando: "No ma mi pareva una bella strada da prendere" io lo guardo: "Cazz lo sapevo che non c’era da fidarsi".

Scavalcamento della cresta per scoprire che eravamo proprio fuori strada, usciamo dal sentiero, perchè cazzo chi li ha fatti i sentieri? Non è abbastanza figo seguirli andiamo via a cazzo fuori strada!!! Un quarto d’ora di silenzio e esplorazione del paesaggio, inciampo nei rovi, bestemmie, mio papà ride. Altri cinque minuti di strada percorsa a caso, rientriamo nel punto in cui avevamo preso la scorciatoia… Sono senza parole, per fortuna siamo arrivati a casa vivi, anche se ho le gambe punte e rossastre qua e la.

Una bella giornata davvero ^_^ grazie babbo

Cercando di prendere la luna

Ero appena tornato a casa, nel cazzeggio più totale stavo seduto in veranda a guardare il cielo, era una di quelle giornate calme e tranquille, dove la luna non aveva trovato la forza di andare a nascondersi e restava li appesa a guardarti pigramente. Io ero parecchio rilassato anche se il bambino a cui fa la guardia mia mamma di tanto in tanto non teneva la bocca chiusa per due secondi.

Mi son detto: "piuttosto che sentirlo ancora berciare preferisco farlo correre qua e la" ho preso un pallone e l’ho obbligato a giocare con me(si vero i grandi sono dei fighi anche perche possono obbligare i più piccoli a fare quello che vogliono :P). Dopo un pò di tempo perso a spiegargli che se tirava il pallone giù dalla discesa finiva sotto la macchina (e che la mia pazienza ha un limite) si è voltato e ha notato la luna.

Mi ha chiesto cos’era, io dall’alto della mie conoscenze universitarie gli ho detto che era la luna. Un pò scosso l’ha guardata e ha saltato per prenderla, poi dato che non ci riusciva mi ha chiesto una mano, io gli ho detto che neanch’io saltando ci riuscivo, così mi ha chiesto di alzarlo e slatare. Una persona dotata di una certa intelligenza gli avrebbe spiegato (o almeno avrebbe provato a spiegargli) che la luna è lontana e non si può prendere, vabbè io ci ho visto qualcos’altro e gli ho detto che forse era il caso che continuasse a saltare finchè non fosse riuscito a prenderla. Così abbiamo fatto, siamo stati la a saltare con le braccia tese verso la luna cercando di afferrarla per dieci minuti buoni.

Ovviamente non ci siamo riusciti nell’impresa, ma almeno ci abbiamo provato.

p.s.(per la morale vedi le fiabe di Esopo)

Mangia tempo 6

Lei non la prese molto bene, prima si scostò, guardandolo vide una faccia da ebete ebbro del proprio successo. Le sue sopracciglia si inarcarono, la bocca assunse una forma a u roveciata, le vene sul collo pulsavano, il sangue le ribolliva nelle vene, la sua mano si chiuse, il suo braccio disegnò un perfetto arco. *Bang* gli stampò un pugno in bocca degno di Tyson, lui ancora intontito sputò un fiotto di sangue e si coprì il volto.

Se ne andò correndo lasciandolo a terra dolorante.

Non era andata come se l’aspettava, di solito la serie di cose fatte a "cazzo" si concludeva alla grande, le serate all’insegna della gran festa si concludevano di solito senza inutili spargimenti di sange, magari si spargeva qualcos’altro, in un senso e nell’altro. Stavolta il passo era stato decisamente molto più lungo della gamba. Si toccò la mascella, scoprì di essersi tagliato in bocca, sputò ancora sangue e guardò l’ora. Era stato svenuto per circa dieci minuti, e si era lasciato cullare dai ciottoli che ricoprivano la viuzza per altrettanto tempo, magari il suo amico lo stava ancora aspettando.

Guardandosi in giro si accorse che gli erano cadute diverse cose, aveva ancora qualche capogiro che non gli rendeva per nulla agevole raccogliere tutti i suoi averi.

Si ripeteva spesso di essere bello, anche se in fondo non ci credeva del tutto, sperava che la ragazza si fosse innamorata a prima vista, dalla forza che aveva messo nel colpirlo e dal famoso detto "l’odio è il sentimento più vicino all’amore" doveva essere ad un passo dal farla innamorare, ma forse non avrebbe mai più avuto modo di vederla, poco male, un bacio da una ragazza di cui ci si è appena innamorati vale un’incontro sul ring con il campione del mondo di boxe.

Imboccò la via e si diresse verso il bar, la giornata stava volgendo al meglio.